
Decifrare, immaginare, interpretare: leggere!
Farsi ascoltare quando si parla non è facile. E’ come affermare: “io sono qui, affermo la mia presenza insieme alle mie parole”.
Quando si legge ad alta voce per un gruppo di persone è ancora più difficile perché il rapporto non è intimo ma pubblico. Come accendere l’interesse? Come innescare quel silenzio religioso e denso, ricco di pensiero condiviso? Come mantenere viva l’attenzione? Ci sono degli enigmi da sciogliere; osservare e ascoltare finemente è l’inizio del percorso.
Il laboratorio si articolerà attraversando alcuni elementi dell’arte scenica. La riflessione che si fa pratica partirà dalla percezione del corpo, dall’ascolto di sé, del respiro, dello spazio, dall’osservazione della presenza, per addentrarsi in seguito nell’esperienza del suono che si fa parola, articolazione ed emissione per giungere infine alla lettura di un breve testo.
I segni grafici che compongono la scrittura emergeranno dalla prosodia attraverso l’immaginazione che diventa filtro dell’interpretazione; è come dare spazio a un’altra voce, quella dell’autore, che incontra il tuo pensiero e si fa parola, non più carta ma presenza viva. E’ una traduzione che richiede duttilità e cambio di prospettiva. Un viaggio esplorativo che coinvolge i sensi.