VEGLIA

Mario Bianchi | 

Hystrio | 

04/10/2025

A Kilowatt, al chiostro di San Francesco di San Sepolcro, per Veglia, ci siamo trovati intorno a un fuoco fittizio ad ascoltare, a suon di musica, storie e racconti provenienti da tutto il mondo, che mescolavano tra loro verità che sembravano menzogne e, nel contempo, menzogne che apparivano come verità, tutti tesi comunque a farcene scoprirne la loro reale essenza esemplificativa, incentrata su alcuni temi importanti dell’esistenza umana come il libero arbitrio, i meccanismi del potere, il senso circolare del tempo. È con siffatto spettacolo che Consuelo Battiston e Gianni Farina hanno voluto festeggiare i primi venti anni della loro compagnia, Menoventi. Ma, non contenti di questo, i due artisti hanno voluto rendere complice nella performance anche il pubblico con giochi, sfide, indovinelli, coinvolgendolo non solo emotivamente, ma anche fattivamente, invitandolo a entrare in scena per partecipare a questo vero e proprio gioco degli inganni che continuava, in modalità diverse, a essere perpetuato. La sorgente creativa di Veglia è arrivata a Battiston e Farina da Le Cercle des menteurs, contributo letterario di Jean-Claude Carrière, donato ai due artisti da Goffredo Fofi, il maestro appena scomparso. Lo spettacolo vive inoltre simbolicamente della natura mutevole del significato di “veglia”, che durante lo spettacolo acquisisce nuovi risvolti (tra i tanti, stato di veglia, veglia funebre) sino al gran finale in cui viene approntato un vero e proprio “veglione” a suon di brindisi e di musica dal vivo, eseguita questa volta da Lorenzo Meazzini, per festeggiare il gioioso anniversario del ventennale della compagnia romagnola.