Project Description

SPETTACOLI

Perdere la faccia

Di Menoventi e Daniele Ciprì
Regia Daniele Ciprì
Con Consuelo Battiston, Alessandro Miele, Rita Felicetti.
Soggetto e sceneggiatura Consuelo Battiston, Gianni Farina, Alessandro Miele
Fotografia Daniele Ciprì
Montaggio Gianni Farina
Immagine di Nicola Samorì
Produzione Menoventi, Santarcangelo 41
Accordo GECO 2 Giovani Evoluti e Consapevoli – Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù – Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Emilia-Romagna Teatro Fondazione.
Con il sostegno della Banca di Romagna e con il patrocinio del Comune di Faenza
Debutto: Supercinema - Santarcangelo di Romagna,15/07/2011

Il fatto è che ad un certo punto la tirannia della prospettiva ci isola.
Noi umani, s'intende.
Magari i personaggi di un film vivono in un altro modo, magari loro non sono prigionieri di un determinato punto di vista.
Del resto, la loro vita è una finzione dichiarata.
Noi invece non potremmo proferire parola senza mentire; quella stramaledetta inquadratura sul mondo che chiamiamo percezione ci obbliga alla solitudine ed alla menzogna. Però...
Forse si potrebbe tentare di raggirare il raggiro inquadrando l'inquadratura e trasformando così la finzione quotidiana in truffa sottile.
In questo modo, almeno, la menzogna si farebbe esplicita, pulita, bianca come lo schermo del cinema.
Proprio questa ricerca di sincerità è la causa generatrice dell'avventura che coinvolge le tre figure principali del cortometraggio, interpretate da attori-cavie
che fanno i conti con una regia spietata ed ipnotica, ma allo stesso tempo anche fantastica ed ironica.
Illusioni di ogni genere fanno parte del cammino dei protagonisti, strani esseri che nell'autismo troveranno la purificazione e nell'obbedienza l'unica strada
percorribile per raggiungere una verità altrimenti inconcepibile.

Perdere il ruolo per consunzione, gettare la maschera come si getterebbe la spugna, perdere l'identità, perdere il senno, perdere tutto.
Perdere la faccia.

LOSING FACE

The point is that suddenly oppression of perspective isolates us.
Humans, it means.
Maybe characters of fairy – tales live in another way, or maybe they are not prisoners in a certain point of view.
After all their life is a confessed fiction.
On the contrary we can’t say anything without lying; that awful frame on/of the world we called/call perception, forces us towards loneliness and lies. But…
Perhaps we could try to deceive deception by framing the frame and turning daily fiction into fine fiction.
At least lies would be clear, white as silver screen.
Looking for sincerity is the cause of the adventure that involves/links the three main characters of this short film. They are performed by actors, victims of a pitiless and hypnotic, but also fantastic and ironic direction.
Any kind of illusions are part of the characters’ way. They are weird beings who will find purification into autism, and the only way to get the truth into obedience. Otherwise they would never understand that truth.

Losing role by decay, throwing the mask out like giving up just before the end losing identity, losing mind, losing everything.
Losing face.

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