Odradek

Odradek

uno spettacolo di Menoventi
da un’idea di Consuelo Battiston e Gianni Farina
con Consuelo Battiston e Francesco Pennacchia
drammaturgia, regia e luci Gianni Farina
musiche e sound design Andrea Gianessi
scene Andrea Montesi, Gianni Farina
con la consulenza di Enrico Isola e Daniele Torcellini
costumi Consuelo Battiston e Elisa Alberghi
grafica Tania Zoffoli
voci Tamara Balducci, Leonardo Bianconi, Maria Donnoli, Chiara Lagani
organizzazione Maria Donnoli e Marco Molduzzi
amministrazione Marco Molduzzi e Stefano Toma
produzione Menoventi/E Production, Ravenna Festival, Accademia Perduta/Romagna Teatri, Operaestate Festival Veneto/CSC
in collaborazione con Masque teatro

DEBUTTO
15 e 16 Giugno 2023 – Teatro Rasi, Ravenna Festival

Odradek è una fiaba contemporanea ispirata dai moniti di Gunther Anders e dai capricci di Franz Kafka.
A casa di M, una donna ordinaria rintanata nella comfort zone domestica, ogni desiderio viene esaudito ancora prima d’essere concepito. Nel paese della cuccagna la spirale del conformismo ha eliminato ogni ghiribizzo, dunque le previsioni di marketing risultano infallibili.
Ignaro messaggero di questo mondo incantato è Q, corriere espresso dell’azienda più importante del settore consegne, l’onnipresente Odradek. Dalla relazione tra i due nascono interrogativi inconsueti: da dove arrivano gli oggetti? E le notizie? Chi parla all’altro capo dell’apparecchio?
Un guasto al sistema elettrico consentirà a questi eremiti di massa di scorgere un riflesso dell’invisibile trama del mondo, innescando uno scontro tra ambiente e ambizione, una lotta tra illusione e immaginazione.
L’innocenza inconsapevole della vita odierna, ovvero l’incapacità di avvertire il peso della responsabilità del proprio agire, a volte si incrina e lascia filtrare i sintomi di un’angoscia singolare, insolita; come un’ombra cupa, il sentimento di insensatezza della propria esistenza si insinua nella mente di M.
L’incanto che avvolge e omologa i protagonisti di questa fiaba sembra diffondersi dagli apparati e dagli oggetti domestici, prodotti inerti che occasionalmente danno l’impressione di osservare le umane attività e paiono giudicare i loro consumatori. Nella solitudine e nel silenzio della sera, la casa sembra avere mille occhi e le merci prendono vita per dispensare consigli e ammonimenti, forti di una saggezza sovrumana non contaminata da improduttive pulsioni o superflue emozioni.


Odradek is a contemporary fairy tale inspired by Gunther Anders’s warnings and Franz Kafka’s whims.

Because of M, an ordinary woman holed up in the domestic comfort zone, every desier is fulfilled even before being conceived. In the land of plenty, the spiral of conformism has eliminated every quirk, thus marketing predictions are infallible.

Unaware messenger of this enchanted world is Q, the express courier of the most important company in the delivery industry, the ubiquitous Odradek. From the relation between the two arise unusual questions: where do the objects come from? And the news? Who speaks from the other end of the device?

A malfunction in the electrical system will allow these mass hermits to glimpse a reflection of the invisible plot of te world, triggering a clash between ambience and ambition, a struggle between illusion and imagination.

The unconscious innocence of the today’s life, that is the inability to feel the weight of the responsibility for one’s action, sometimes cracks and lets the symptoms of a singular and unusual anguish seep through. Like a dark shadow, the senseless feeling of one’s existence creeps into M’s mind.

The enchantment that envelops and homogenises the characters of this fairy tale, appear to spread from the devices and the household objects, inert products that occasionally give the impression of observing human activities and seem to judge their consumers. In the evening’s loneliness and silence, the house appear to have thousand eyes and the merchandise comes to life to spread suggestions and warning, strong of their superhuman wisdom not contaminated from unproductive impulses and unnecessary emotions.

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