L’INCIDENTE E’ CHIUSO

27 e 28 LUGLIO

Matera Capitale Europea della Cultura


Orari e altre informazioni in via di definizione

Gianni Farina partecipa all’appuntamento materano del 27/28 luglio. L’oggetto della discussione sarà la prossima tappa del progetto Majakovskij, Il defunto odiava i pettegolezzi.

presentazione del progetto di CReSCo

La creazione è un patrimonio sensibile, del quale prendersi cura collettivamente. Lo psicologo ungherese Mihaly Csikszententmihalyi nel 2005 definisce la creatività come un evento che è nello stesso tempo culturale, sociale e psicologico. Egli scrive: “La creatività non è il prodotto di individui singoli, ma di sistemi sociali”. In questo lo aveva anticipato il sociologo e antropologo francese Pierre Bordieu che nel 1984 scriveva che “la cultura può agire come un interminabile circuito di inter-legittimazione”.

In questa prospettiva, CReSCo – il Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea – vuole lanciare un nuovo progetto di indagine e approfondimento chiamato LO STATO DELL’ARTE, con lo scopo di far dialogare tra loro le voci più significative della creazione contemporanea italiana negli ambiti del teatro e della danza. L’idea è che gli artisti possano ritrovarsi a condividere i processi che stanno tracciando in quel preciso momento, cioè tutto quell’insieme di idee, pensieri, visioni che permettono il passaggio dall’idea all’opera. Non vogliamo che gli artisti si ritrovino per parlare di spettacoli già realizzati e conclusi, vogliamo piuttosto che si incontrino per parlare dei percorsi in fieri; vogliamo invitarli a condividere quella fase estremamente delicata della creazione dove prendono forma le utopie e le immaginazioni e dove la verifica della scena restituisce ancora segnali contrastanti. Lì si annida quello che è più vitale dell’arte, lì – secondo noi – ha senso potenziare i meccanismi di incontro per rafforzare l’idea che la creazione appartiene collettivamente a un sistema, e che è prezioso averne cura.

Il progetto

Immaginiamo 4 incontri nel corso di ogni anno, a partire dal 2018. A ciascuno di questi 4 incontri vengono invitati 4 registi e/o coreografi italiani.

Per una prima giornata essi discutono tra loro, in una zona protetta, alla quale ogni volta concediamo l’accesso soltanto a 1 o 2 testimoni interessati (cioè curatori o direttori di teatri e festival) e a 1 o 2 narratori (cioè critici teatrali che possano moderare la discussione). Il luogo di incontro sarà uno spazio di lavoro teatrale, dove ogni artista invitato accetterà di aprire il proprio processo creativo nello stadio in cui si trova. Non immaginiamo che si vedano prove aperte o qualcosa di simile, ma uno stadio ancora precedente della creazione. Immaginiamo che ogni autore possa portare differenti materiali cartacei o cross-mediali, testi completi o ancora non finiti, immagini fotografiche, suoni, forse anche video di prove, e comunque tutto ciò che sta nutrendo la creazione della sua nuova opera.

Il secondo giorno questo racconto collettivo si apre all’ingresso di spettatori e osservatori esterni, in questo caso persone non invitate, ma che sono interessate al lavoro degli artisti coinvolti e alla narrazione che questi intendono fare dei loro processi in corso. Il laboratorio diventa dunque aperto: immaginiamo un tempo contenuto, di 3-4 ore, dove ognuno dei quattro artisti protagonisti dell’incontro del giorno precedente decide come narrare il proprio “stato dell’arte” al pubblico che verrà ad assistere all’incontro.

La scelta degli artisti

Cercheremo di individuare gli artisti più vitali del nostro panorama nazionale, tra quelli che in questo momento stanno elaborando progetti di nuove opere. Vogliamo creare un processo realmente orizzontale, dove è la scena contemporanea a prendersi cura di se stessa.

I luoghi

Sono in preparazione le tappe nel 2019, tra le quali una a Matera Capitale Europea della Cultura, una a Milano per il festival Tramedautore, una a Palermo e una a Rovigo.