NIMROD

Installazione immersiva

Officina Matteucci

Corso Giuseppe Mazzini, 62
Faenza [Facebook Event]

17,18,19,25,26 settembre
2,3 ottobre

Installazione a cura di E/Menoventi e Officina Matteucci
in collaborazione con lo studio Fiorenza Pancino
ideazione e disegno luci Gianni Farina
sound design Sunbernardo
sculture Alessia Marchese
consulenza letteraria Michele Donati

In occasione delle celebrazioni dantesche organizzate dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Faenza, Menoventi presenta un progetto installativo in collaborazione con Officina Matteucci e Sunbernardo (Lorenzo Travaglini).
Il campo di indagine di partenza si restringe al punto da focalizzarsi su un signolo verso dell’inferno dantesco (verso 67, canto XXXI) per espandersi e aprirsi, in un secondo momento di ricerca, ad altre suggestioni della commedia e del suo depositato nella storia della letteratura (es. Arrigo Boito, Re Orso).

“Raphèl maí amècche zabí almi”

L’incomprensibile frase del gigante Nembrotto, ideatore della Torre di Babele, seduce i curatori proprio per la sua impenetrabile oscurità, che rimanda all’altro – forse più noto – verso inintelleggibile della Commedia: « Pape Satàn, pape Satàn aleppe ».
Il segreto inesplicabile che avviluppa le due citazioni può divenire una guida nel labirinto grottesco e arcano che pervade l’intera opera; la fascinazione per la glottologia e il valore occulto di un linguaggio perduto offrono lo spunto per una restituzione immersiva, in cui un ristrettissimo gruppo di spettatori sarà invitato ad attraversare un intreccio di suoni e luci in costante dialogo con le sculture ceramiche, opere originali che restituiscono schegge del corpo del gigante e che riflettono la frammentazione del linguaggio che seguì la caduta della mitica torre.
Se Dante è considerato il padre dell’italiano, il progetto nasce da una ricerca sui punti di maggiore tensione linguistica, versi che aprono squarci misteriosi e a distanza di secoli continuano ad interrogare i lettori di tutto il mondo.