Marco Smacchia

Perdere la faccia

Di Menoventi – Daniele Ciprì
Regia Daniele Ciprì
Con Consuelo Battiston, Alessandro Miele, Rita Felicetti.
Soggetto e sceneggiatura Consuelo Battiston, Gianni Farina, Alessandro Miele
Fotografia Daniele Ciprì
Montaggio Gianni Farina
Immagine di Nicola Samorì

Produzione Menoventi e Santarcangelo 41

Accordo GECO 2 Giovani Evoluti e Consapevoli – Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù – Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Emilia-Romagna Teatro Fondazione.

Con il sostegno della Banca di Romagna
Con il patrocinio del Comune di Faenza

 
Il fatto è che ad un certo punto la tirannia della prospettiva ci isola.
Noi umani, s’intende.
Magari i personaggi di un film vivono in un altro modo, magari loro non sono prigionieri di un determinato punto di vista.
Del resto, la loro vita è una finzione dichiarata.
Noi invece non potremmo proferire parola senza mentire; quella stramaledetta inquadratura sul mondo che chiamiamo percezione ci obbliga alla solitudine ed alla menzogna. Però…
Forse si potrebbe tentare di raggirare il raggiro inquadrando l’inquadratura e trasformando così la finzione quotidiana in truffa sottile.
In questo modo, almeno, la menzogna si farebbe esplicita, pulita, bianca come lo schermo del cinema.
Proprio questa ricerca di sincerità è la causa generatrice dell’avventura che coinvolge le tre figure principali del cortometraggio, interpretate da attori-cavie
che fanno i conti con una regia spietata ed ipnotica, ma allo stesso tempo anche fantastica ed ironica.
Illusioni di ogni genere fanno parte del cammino dei protagonisti, strani esseri che nell’autismo troveranno la purificazione e nell’obbedienza l’unica strada
percorribile per raggiungere una verità altrimenti inconcepibile.

Perdere il ruolo per consunzione, gettare la maschera come si getterebbe la spugna, perdere l’identità, perdere il senno, perdere tutto.
Perdere la faccia.