Marco Smacchia

Semiramis

Culture Teatrali 01/02/2010

Menoventi al Teatro i

Menoventi sarà presente quest’anno a Teatro i con una minipersonale, portando due lavori molto diversi per approccio e costruzione, entrambi espressione del talento vitale di questo giovane gruppo che sta facendo molto parlare di sé il mondo del teatro italiano. Di seguito le schede dei due spettacoli e una piccola biografia della compagnia.

Semiramis è la leggendaria regina assira a cui si attribuisce la costruzione dei Giardini pensili di Babilonia, e La hija del aire è l’opera di Pedro Calderòn de la Barca che ne riprende e ne sviluppa il mito.

Menoventi, mettendo in scena la propria Semiramis parte esattamente da questa storia, sminuzzandola, spremendola, cercando di farne uscire il sangue: Semiramis è stata rinchiusa dalla nascita all’interno di una grotta, sorvegliata notte e giorno dal profeta Tiresia. Venere, affidandogli la bambina, gli raccomandò infatti di non mostrarla mai ad alcun uomo, giacchè il suo destino sarebbe stato quello di trasformarsi nell’orrore del mondo, portando con sé tragedia e morte.

Eccola allora Semiramis: una donna intrappolata in una eterna prigione, che ha l’aspetto inquietante di un bagno bianco, senza servizi igienici. Sulle pareti scritte d’amore, in rosso e in nero, frasi crudeli le cui lettere indicano il suo terribile destino. L’attrice è completamente sola al centro della scena, se non fosse per lo sgabello metallico sul quale ogni tanto si siede, e un piccolo armadietto-specchio, appeso alla parete, che improvvisamente si apre, quasi fosse una possibile via di fuga dalla prigione che da sempre la intrappola.

Questa stanza illuminata dalla luce di neon bianchi o cupamente e gelidamente azzurri, diviene spazio da esplorare, spazio in cui Semiramis si muove cercando la liberazione. Ma è anche altro. Queste mura bianche, queste scritte sui muri che la donna legge, cancella, riscrive con i pennarelli, i rossetti, i trucchi trovati nel bagno, divengono suoi interlocutori. Semiramis dialoga con un alter ego che non vede, che fa parte di se stessa, con l’eco della sua voce che proviene da un altrove in cui spera di trovare salvezza, con un tempo che rimane immobile e che pure scorre sul suo corpo. Ed è il suo corpo, la sua voce, i suoi movimenti perfetti a scandire il procedere del tempo, e con esso quello della drammaturgia, fin sulla soglia di un’insperata quanto fragile salvezza.

Semiramis ha vinto il bando Dimora Fragile organizzato dal festival Es.terni 07, il concorso Loro del Reno 2008 (Teatri di Vita – Bologna) e si è classificato secondo al premio nazionale Extra – segnali dalla nuova scena italiana organizzato dal GAI (Giovani Artisti Italiani).