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CREDI AI TUOI OCCHI

Emilia Romagna Teatro Fondazione

di Gianni Farina e Consuelo Battiston
regia Gianni Farina

con Consuelo Battiston, Federica Garavaglia, Giulia Pizzimenti, Sofia Taglioni
stilista Giovanni De Pol
scene Alessandro Panzavolta
progetto sonoro Mirto Baliani
preparatore atletico Sonia Brunelli
luci Alessandro Panzavolta e Gianni Farina
assistente alla regia Neera Pieri

Organizzazione Stefania Carolina De Leo
Ufficio stampa Silvia Pacciarini
Scene costruite da Gioacchino Gramolini nel laboratorio di Emilia Romagna Teatro Fondazione

grazie a Menoventi, E-production, Museo Carlo Zauli, TESCO Associazione, tutti i partecipanti al laboratorio IL CITTADINO MODELLO.

Nel 1925 Otto Dix ritrasse l’enigmatica danzatrice Anita Berber, consegnando alla posterità una figura tracotante e terrorizzata allo stesso tempo, una femme fatale dal volto grottescamente truccato e ferito dal tempo.
La facciata fiera e risoluta di questa danzatrice, attrice, modella, prostituta e poetessa sembra celare una profondità opaca e furiosa.
Quando posò per Dix, Anita Berber aveva 26 anni; il dipinto ci mostra una donna sulla cinquantina. Impossibile non pensare a Dorian Gray.
Credi ai tuo occhi nasce dal desiderio di tradurre in forma scenica questo ritratto. Osservandolo immaginiamo la parabola di una donna consapevole di essere dominata dalla propria immagine. Il volto immortalato ci suggerisce il tormento di Anita nel momento in cui realizza di aver perso il potere legato al proprio fascino e al proprio look. L’innaturale sinuosità del suo corpo sembra lottare e resistere contro l’assedio cromatico operato dall’ambiente, che ha già contaminato l’abito vermiglio, i capelli la bocca. Quell’irresistibile macchina estetizzante che è il XX secolo ha colonizzato la sua esistenza.
La spiamo durante la posa, assorta. Pare intenta a pianificare una strategia che le permetta di non perdere quel potere e quel prestigio conquistati attraverso la propria forza di seduzione. La sentiamo mormorare un’idea, la sentiamo parlare di una nuova forza-lavoro, di prestigio sociale; cessare di essere moneta vivente, bene di lusso e di carne, per produrre nuovi segni, nuovi feticci, vendere nuove identità.
Assistiamo alla genesi di un nuovo Brand.

Glossario etimologico

fascino = dal gr. baskaino: ammalío, affascino – Incantesimo, malía che si credeva fatta per malefico influsso dello sguardo e di magiche parole.
feticcio = dal lat. factitium: manufatto – Artificio, sortilegio, oggetto incantato.
fata = dal. lat. fata: nome dato alle Parche, siccome regolatrici del destino e quindi affine a fatua: divinatrice. Collegato a fatum: vaticino, oracolo, predizione – Si chiamano così certe donne favolose, finte immortali e presaghe dell’avvenire, per lo più giovani, di grande potenza e di buon genio.
moda = dal lat. modus – Misura, maniera, ritmo.
prestigio = dal lat. praestigiae: giochi di prestigio, illusioni – Rendere attonito, tenere avvinto, ingannare, abbagliare gli occhi.