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Cosa si intende per “E”?

E, tra le congiunzioni, è la più semplice. Indica l’aggiunta di un concetto, un’immagine, un
pensiero, di un nome o un aggettivo a un altro, in generale.
ErosAntEros Fanny & Alexander gruppo nanou E Menoventi

E non si ripete, ma si prepone comunemente soltanto all’ultimo nome, lasciando sciolti i
precedenti, tutti insieme e singolari.
Nelle creazioni poetiche E si pone in principio, e qui vale “anche”.
E / ErosAntEros Fanny & Alexander gruppo nanou Menoventi

oppure
E me che i tempi ed il desio d’amore fan per diverse genti ir…
Si ripete invece quando le varie proposizioni voglion restar distinte:
E resiste E s’avanza E si rinforza

In quest’ultimo caso E sarà quasi un ritmo, un crescendo di senso, di intenzione, un
colore. È, questa nostra Fèsta, un inizio in potenza infinito.
E VIVA!

Col 2012 nasce a Ravenna un nuovo progetto di cooperazione tra artisti, chiamato “E”. La E sceglie la forma della cooperativa come propria naturale identità, in una città stabilmente all’avanguardia sul versante della cooperazione da più di cent’anni.

I soci della E sono 10, provenienti da quattro formazioni teatrali e di danza della Provincia.

Davide Sacco (regista, musicista e attore) e Agata Tomsic (drammaturga, regista e attrice) della giovanissima formazione ErosAntEros; Marco Cavalcoli (attore e amministratore), Luigi De Angelis (regista, scenografo e musicista), Chiara Lagani (drammaturga e attrice) e Marco Molduzzi (direttore organizzativo) della bottega d’arte Fanny & Alexander; Marco Valerio Amico (coreografo e grafico) e Rhuena Bracci (danzatrice) della formazione di danza gruppo nanou; Consuelo Battiston (attrice) e Gianni Farina (regista) della compagnia teatrale faentina Menoventi.

Il nome E esprime l’idea di una congiunzione, che è alla base della condivisione di saperi e di competenze poetiche, tecniche e organizzative che in questa nuova realtà confluiscono, con l’intento di incentivare e sostenere i percorsi artistici di tutti i suoi soci e delle compagnie di riferimento.

Gli ultimi dieci anni hanno registrato – soprattutto a livello dei regolamenti nazionali – una costante pressione sulle compagnie teatrali per invitarle a diventare imprese commerciali o in alternativa a preferire l’adesione agli organismi stabili di produzione piuttosto che lo sviluppo di un’autonoma struttura organizzativa.

Noi, cresciuti in un territorio dove l’attenzione delle istituzioni e la politica di “coltura teatrale” del Teatro delle Albe in primis hanno sempre favorito lo sviluppo di nuovi soggetti, sappiamo quanto sia importante, soprattutto per i giovani, far crescere le proprie capacità gestionali insieme a quelle artistiche.

Ci unisce dunque il convincimento che la condivisione e la cooperazione possano aiutare gli artisti ad assumersi piena responsabilità del proprio lavoro e rafforzare il tessuto culturale del Paese, a tutto vantaggio del pubblico e della pluralità delle proposte artistiche ad esso rivolte.

La E ha tra i suoi principali campi di intervento la produzione artistica, la formazione e la gestione di spazi culturali. Nell’ambito della produzione si caratterizza per un approccio multidisciplinare al fare artistico, occupandosi di progetti che spaziano dal teatro alla danza, dalla musica all’editoria e alle arti visive.

Nella cura dei propri progetti produttivi lo sguardo della E è rivolto al proprio territorio, con l’obiettivo di un sempre maggiore radicamento e di un ampliamento delle occasioni di confronto col pubblico locale, ma nello stesso tempo abbraccia un orizzonte di lavoro nazionale e internazionale.

Nel campo della formazione e della diffusione della cultura artistica le significative esperienze già sviluppate dalle singole compagnie trovano ora nuovi terreni di crescita e di confronto con l’obiettivo di creare nuove sinergie.

La gestione di spazi culturali è un obiettivo essenziale, che consente alle attività di ricerca, produzione e formazione di svilupparsi con tempi e modalità adeguati e a tutti i soci di lavorare in stretto contatto tra loro.

Dal mese di febbraio i soci della E stanno condividendo gli spazi di Ardis Hall nella zona Bassette di Ravenna, con lo stesso spirito di apertura alla città e alle sue realtà che ne ha caratterizzato la vocazione sin dal 2000.

Grazie alla presenza di Menoventi vengono inoltre attivate da subito relazioni più continuative con le realtà e i contesti della città di Faenza, come primo passo per la costruzione di un tessuto culturale condiviso in ambito romagnolo.

Vogliamo anche evidenziare l’analogia tra il nostro progetto di messa in rete e i percorsi di partecipazione dei cittadini che stanno caratterizzando il processo di candidatura di Ravenna a Capitale Europea della Cultura e quello di trasformazione della nuova Darsena di città, con la convinzione che questo sia uno dei segni che caratterizzano l’identità contemporanea della nostra città.