logo rete critica

Premio Rete Critica

Massimo Marino Corriere di Bologna - Controscene 26/11/2011

A Menoventi la prima edizione del premio Rete Critica

La prima edizione di Rete critica, il premio assegnato da siti e blog di teatro, ha visto la vittoria della compagnia Menoventi di Faenza su Ricci/Forte. Il premio è stato lanciato a fine estate dai critici Oliviero Ponte di Pino, Anna Maria Monteverdi, Andrea Porcheddu e da chi scrive. Ha coinvolto in diverse fasi di votazione moltissime testate che fanno informazione e critica teatrale su internet.

Questo riconoscimento nasce con l’intento di aprire una discussione tra chi sperimenta, in modo stabile, le nuove possibilità di informazione e conoscenza che offre la rete. Nella prima fase della votazione sono state segnalate realtà riconosciute a livello nazionale, come il Teatro delle Albe, Pippo Delbono, la Compagnia della Fortezza, Motus, esperienze di politica teatrale avanzata come i Teatri abitati promossi dalla Regione Puglia, il Valle occupato e piccole realtà teatrali in crescita, come appunto i Menoventi, che dopo vari anni di spettacoli coerenti, montati con intelligenza e voglia di sperimentare, stanno iniziando a farsi conoscere anche oltre i ristretti ambiti della ricerca emiliano-romagnola.
Il loro ultimo lavoro, L’uomo della sabbia, da ETA Hoffmann, ha debuttato a Vie Scena Contemporanea Festival, con la produzione di Emilia Romagna Teatro.

Ecco qua la presentazione che la compagnia fa di se stessa sul proprio sito:

-20 E’ una temperatura.
-19 Guardando al contrario il termometro del tiepido salotto, puoi constatare che è la temperatura di casa tua, cambia solo il punto di vista.
-18 In realtà sta a capo all’ingiù la realtà.
-17 Per noi non è tempo ancora di una poetica pre-definita.
-16 I temi ricorrenti ci rincorrono; non siamo noi a cercarli.
-15 Esiste un approccio al lavoro, un metodo stocastico. Affidandoci alle derive del casuale torturiamo l’idea e rinunciamo a pre-meditare una forma.
-14 Ogni nuovo progetto ci spiazza e per questo lo malediciamo per mesi.
-13 Il caso ci assilla e per questo lo denunciamo pubblicamente.
-12 Il Pubblico esiste.
-11 Lo spettacolo vuole accadere.
-10 Qui ed ora, il tempo si contorce nel presente.
- 9 Il Pubblico esiste.
- 8 Se diciamo che diciamo, accade qualcosa.
- 7 Il prevedibile diventa inconcepibile.
- 6 Il Pubblico esiste?
- 5 Sicuramente l’attore lo vede, ma questo non dimostra niente.
- 4 Sicuramente il Pubblico vede l’attore, ma questo è un’altro discorso.
- 3 A volte si ride delle figurine che disponiamo sul palco.
- 2 A volte è tutto così ingenuo.
- 1 A volte ci scaldiamo, un pochino.
0 Fa ancora tanto freddo

Cresciuti in tre diverse zone d’Italia, Consuelo Battiston, Gianni Farina e Alessandro Miele seguono differenti percorsi nelle loro terre d’origine. Accomunati da un comune sentire il teatro fondano nel 2005 la compagnia Menoventi.
Mettere in discussione la realtà, e la sua percezione, è la linea guida della sua poetica. Questa è la mia recensione allo spettacolo presentato a Vie:

Persi nelle scatole cinesi (L’uomo della sabbia)

Non fa molti passi in avanti la narrazione di L’uomo della sabbia dei giovani Menoventi, da Hoffmann. Si avvita in un affascinate gioco a scatole cinesi. La storia non decolla, né vuole decollare. Gli attori, e gli spettatori con loro, sono senza pietà chiusi in un labirinto, col sorriso sulle labbra. Il fantastico hoffmanniano si tinge di una quotidianità banale e, alla fine, oppressiva. Ci portano, con abilità, con sottile garbo e intelligenza, in una prigione dorata fatta di specchi che sembrano riflettere i nostri desideri e ci catturano senza salvezza, per rimandarci solo, sempre, a noi stessi, alle nostre ossessioni sempre più ansiogene.
Ecco, qui come in Manfredini, non c’è realtà. Piuttosto sogno, si direbbe (in modo diverso). Eppure l’impressione è di essere tanto vicini alle nostre vite, trasfigurate, penetrate meglio di quanto non sappia fare un teatro politico, diretto. Il giocattolo è esaltato, smontato: e rimane, alla fine, desolatamente rotto. Sempre con un certo sorriso sulle labbra, tra sipari che continuamente si aprono e si chiudono portando ogni volta nello stesso altrove, simile al qui e ora, a ripetere coattivamente le medesime azioni. Una trappola infernale. Un grido di paura infantile nella notte, mascherato dalla buona educazione.

Il riconoscimento sarà consegnato il 12 dicembre a Milano, durante la serata finale dei Premi Ubu.
Ecco l’elenco dei siti che hanno votato (una vera e propria prima mappa dell’informazione teatrale online):

www.altrevelocita.it/
www.ateatro.it

http://bon-vivre.net

http://controscene.corrieredibologna.corriere.it/

www.cultureteatrali.org/

http://dietrolequinte.blogosfere.it/

www.digicult.it/category.asp?cat=performing+art
www.dramma.it/
www.drammaturgia.it/recensioni/elenco.php?id=6
www.eolo-ragazzi.it/

http://fattiditeatro.splinder.com/

http://incertezzacreativa.wordpress.com/category/teatro-e-spettacolo/

www.klpteatro.it/
www.myword.it/teatro
www.paneacqua.eu/
www.persinsala.it

http://bandettini.blogautore.repubblica.it/

www.rumorscena.it/
www.saltinaria.it
www.scanner.it
www.stratagemmi.it/?page_id=24
www.studio28.tv/
www.succoacido.net/arguments.asp?idgruppo=6
www.teatro.org
www.napoliontheroad.com/public/newnapolion/teatrocult/home.php
www.teatroteatro.it

http://lavaligiadellattore.blogosfere.it/


Ecco l’elenco dei finalisti:

Teatro Valle Occupato,
Menoventi,
Alexis (Motus),
Ricci-Forte,
Eresia della felicità (Marco Martinelli),
la Regione Puglia con la sua rete di residenze,
Francesca Pennini/Collettivo Cinetico,
Angelo Mai Occupato,
Davide Carnevali,
Albero senza ombra di César Brie,
Mimmo Borrelli,
Barothegreat.