11-13_Copione 01_8 copie

18-20 luglio

La compagnia francese Pardès Rimonim e la compagnia italiana Menoventi hanno avviato un percorso di ricerca comune nell’ambito di una collaborazione europea. Questo studio è il primo gesto condiviso dei due gruppi, la prima bozza che permette di confrontare i rispettivi desideri di indagine.
Dopo un prima residenza le due compagnie hanno deciso di proseguire il lavoro comune che ha nutrito la loro ricerca progettando insieme uno spettacolo : « Survivre ».

Intenti

Sullo sfondo delle crisi finanziarie, di attentati terroristici, di uragani, possiamo constatare una forte diffusione del pensiero catastrofista, che si manifesta attraverso la convinzione di essere ormai prossimi a una guerra mondiale, a un attacco nucleare, al crollo definitivo degli stati o più semplicemente alla fine del mondo. Cosa può emergere da questa situazione ? Come, in seno alla crisi mondiale, posso continuare a desiderare e a confrontare il mio desiderio con quello degli altri ? Che cosa ci spinge a vivere malgrado tutto ?
Di fronte alla catastrofe gli interrogativi esistenziali e metafisici riaffiorano. E’ questa sospensione forzata del tempo che ci interessa e che vogliamo circoscrivere. Sopravvivere nella nostra società, satura di stimoli che spingono ad agire in altro modo ma in cui troviamo ancora, nonostante tutto, qualcosa da difendere, come nell’enigmatico sistema produttivo teatrale. Cosa, di questo mondo, ci appartiene ancora ? In quali campi possiamo ancora operare? Sia l’eterna domanda CHE FARE ? presente tanto nelle nostre vite quanto nelle nostre scelte politiche o in teatro…
Con queste premesse, si è imposta una traccia, quella della copia. La copia come risposta formale alla richiesta odierna dell’invenzione continua. Così, di fronte all’impossibilità d’inventare nuove forme, decidiamo di non fare altro che copiare ciò che gli altri hanno fatto prima di noi. Copiare è inventare, rinnovare, rivitalizzare il senso. Imporsi la grammatica di altri per creare una nuova forma significa rivendicare, attraverso il rifacimento, il riciclaggio. Riciclare significa rimmetere in circolo. Fare opera di riciclaggio non significa riprendere solo le immagini altrui ma anche la loro traccia, la loro eco, le loro orme per decostruirle, ricostruirle, criticarle, riconoscere la loro forza interrogativa.
Si può parlare di appropriazione se « degli artisti copiano scientemente e attraverso una riflessione strategica » il lavoro di altri artisti. In questo caso, l’atto di « copiare » e il suo risultato devono essere considerati ugualmente forme d’arte (diversamente si parla di plagio o di falso). Indaghiamo alcuni elementi fondamentali del mondo dell’arte : la paternità dell’opera, l’autenticità, la creatività, la proprietà intellettuale, la firma.
Il tentativo consiste nell’instaurare una riflessione sulla questione della sopravvivenza utilizzando un materiale esterno alla nostra creazione personale, attingendo dalla grammatica di altri, riciclando materiali che non ci appartengono per poter generare un nuovo senso che includa non più solo la nostra invenzione ma anche il nostro sguardo su quella degli altri.

E se, in fondo, copiare fosse l’atto che ci permetterà di trovare i mezzi per sopravvivere ?