illustrazione di di Marco Smacchia

14 gennaio 2016

di Consuelo Battiston, Gianni Farina, Alessandro Miele
regia Gianni Farina
musiche Stefano De Ponti
luci e direzione tecnica Robert John Resteghini

con Tamara Balducci, Consuelo Battiston, Tolja Djokovic, Francesco Ferri, Alessandro Miele, Mauro Milone

assistente alla regia Chiara Fallavollita
costumi Elisa Alberghi
tecnico di compagnia Sergio Taddei
macchinista Andrea Bulgarelli
foto di scena Arianna Lodeserto
disegno e grafica Marco Smacchia
scene realizzate nel laboratorio di Emilia Romagna Teatro Fondazione

produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Festival delle Colline Torinesi, Programma Cultura dell’Unione Europea nell’ambito del Progetto Prospero

Questo Capriccio è, prima di tutto, un labirinto.
È un gioco di scatole cinesi, una narrazione senza fine in cui perdersi.
È il tableau vivant di una natura morta.

Nel racconto di Hoffmann i personaggi sfumano nel grigio panneggio della quotidianità, come riflessi automatici di uno stesso individuo. L’inquietudine generata dal Fantastico, dal Perturbante, dal Bizzarro spinge lo studente Nataniele verso una incauta consapevolezza di questo ingranaggio opacizzante, ma enorme è la distanza tra il desiderio e l’azione, la nevrosi soppianta la contemplazione nell’eterno conflitto tra immagini interiori e mondo esterno.
La sfida formale consiste nell’accensione di una lanterna magica capace di apparizioni e
dissolvenze, portatrice di paradossali sovrapposizioni di contesti per mettere così in discussione, alla maniera di Hoffmann, ciò che i nostri occhi vedono: la cornice artefatta che chiamiamo realtà.